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Abbiamo recentemente parlato della smartphone dystopia: la dipendenza da smartphone e effetti negativi sulle capacità cognitive di un abuso della tecnologia.

E proprio mentre ci chiediamo se ci sia un modo di tirare un freno all’utilizzo di smartphone e social, vengono pubblicati i risultati dello studio di LivePerson (specializzata in live chat) e Survata (che si occupa di ricerche di mercato).

La comunicazione digitale dei Millennials e della Generazione Z

La ricerca ha avuto come campione 4.013 persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Germania, Francia e Giappone.

I risultati provano che il 65% degli appartenenti alla generazione dei Millennials (i nati tra il 1981 e il 1995) e alla Generazione Z (i nati tra il 1995 e il 2010) comunica più frequentemente per via digitale, che di persona. La percentuale si alza nei Paesi anglofoni e dimostra una preferenza per i sistemi di messaggistica, anche sulle telefonate.

“Le piattaforme e le app che offre la vita digitale occupano più spazio nella vita dei giovani rispetto alle interazioni offline.”

Il cellulare è sempre a portata di mano -anche quando si dorme o si va in bagno- e utilizzarlo durante una cena in famiglia o mentre si parla con qualcuno, spesso, viene percepito come un comportamento accettabile o normale.

Ma stare sempre attaccati al cellulare o ai social cosa implica?

Spaventosa, inquietante, repentina, difficile da accettare.

Questa realtà è molte cose, ma è soprattutto la realtà e bisogna prenderne atto.

Come?

Ad esempio, riconoscendo che in termini di comportamento d’acquisto cambia molto.

Il 61,8% degli intervistati ha infatti affermato che preferirebbe lasciare a casa il portafogli piuttosto che il cellulare e che immagina un futuro in cui il 100% degli acquisti verrà effettuato digitalmente, oppure online.

Questo significa che il futuro mercato a cui le aziende si rivolgono sarà sempre più online, ma non solo.

Le implicazioni dietro a questi dati sono diverse, perché dimostrano che è online che i giovani coltivano le proprie relazioni: chiedono pareri, cercano risposte, condividono le proprie esperienze e commentano quelle altrui.

Il mondo digitale e le aziende moderne

Non essere reperibili online, oggi, comporta un grande rischio.

L’impossibilità di essere raggiunti laddove i nostri utenti trascorrono così tanto tempo può esserci fatale. Così come può esserlo farsi trovare online, ma in malo modo:

  • Abbandonare le proprie pagine social a se stesse – Essere presenti sui social è importante, ma bisogna ESSERCI: tenerli aggiornati, fornire informazioni, curiosità, novità e stimoli, interagire e creare contatto con il proprio pubblico.
  • Non aggiornare le informazioni utili: indirizzi, contatti e orari – Ormai la concorrenza è spietata in tantissimi settori e non farsi trovare subito spesso vuol dire lasciare il posto a chi è stato più attento e puntuale.
  • Non moderare recensioni e commenti – L’esperienza degli altri viene sfruttata oggi per prendere decisioni d’acquisto molto più spesso di quanto si pensi. Dovendo scegliere dove andare a cena in una zona sconosciuta, una controllata a Tripadvisor sarà risolutiva.
  • Essere poco chiari, fornire pochi stimoli, lasciare le cose al caso – Offrire informazioni e contenuti utili e interessanti è il miglior modo per fidelizzare i propri utenti e spingerli a tornare.

Gestire le proprie piattaforme digitali non è semplice, è un lavoro. Ma farlo bene non è solo l’unica soluzione per sopravvivere, perché costituisce molto spesso una vera svolta per il proprio business.

Come? Chiedilo al nostro staff!