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50 minuti al giorno, ossia oltre 300 ore in un anno. Questa la media di ore passate su Facebook dagli utenti del social, che oggi più che mai restano intrappolati tra post, video, like, pubblicità e fanno sempre più fatica a scollarsi dalla bacheca. Da un lato è spaventoso, dall’altro è inevitabile, perché se è vero che Facebook nasce per mettere in contatto gli amici e consentire loro di condividere esperienze, è altrettanto vero che oggi ci consente di fare molto altro. E (mannaggia a lui!) spesso e volentieri ci azzecca in pieno.

L’algoritmo di Facebook

Non è un caso: Facebook ci conosce, ci legge ogni giorno e sa cosa ci piace. L’algoritmo utilizzato per determinare cosa finirà nella nostra bacheca (si chiama Edgerank) è ogni giorno più complesso e tiene conto di parametri come l’affinità, il peso dei contenuti e la freschezza e, da poco, anche e soprattutto del tempo di permanenza sui post, che -a quanto pare- più di like e commenti è segno di concreto interesse verso un determinato contenuto.

Così facendo, la nostra bacheca si popola di ciò che con maggiori probabilità saremo interessati a guardare e, in effetti, funziona, perché se arriviamo a dedicarci un’ora al giorno possiamo dire che la missione è stata completata davvero. Ecco perché, insieme alle funzionalità del social, cresce anche la mole di annunci pubblicitari su Facebook.

Facebook ads: i vantaggi

Se Facebook sa cosa ci piace, sa dove siamo, conosce i nostri interessi e i nostri amici, è in grado di capire quale tipo di contenuto ci porterà a un clic e quale no, ci segue un’ora al giorno e non ha nemmeno bisogno di “attirarci a sé” perché di fatto siamo noi i primi ad aprirlo: allora perché un’azienda non dovrebbe sceglierlo per parlare con i propri potenziali clienti?

Ovviamente non ogni settore, non ogni prodotto, non ogni servizio potrà trovare un feedback positivo sul social, ma è indubbio che moltissimi brand avranno l’occasione di farsi conoscere proprio attraverso questa vetrina e potranno concretamente sperare in visite, conversioni, vendite che provengano da Facebook. Questo perché possiamo rendere il target sempre più mirato e circoscritto, parlando solo a coloro che potenzialmente saranno DAVVERO nostri clienti.

Ma non solo: questo anche perché Facebook cresce ogni minuto, in modo davvero inquietante se vogliamo, ma anche davvero straordinario.

Negli ultimi anni abbiamo visto:

    • La gestione dei video arricchirsi di minuto in minuto, grazie all’incorporazione degli stessi nel social, alla funzione che fa partire i video nel momento in cui, scrollando, ci finiamo sopra senza dover cliccare nulla, alla possibilità di inserire pulsanti, URL di destinazione, informazioni dettagliate, alla possibilità di incorporarlo e condividerlo, oppure di programmarlo;
    • Il pulsante “Mi Piace” trasformarsi in una serie di emoticon che ci consentano di esprimere emozioni e stati d’animo più complessi, per partecipare ai post degli amici in modo più personale ed eterogeneo;
    • I profili personali e le pagine aziendali assumere una forma più dinamica e mobile-friendly, che sia intuitiva e pratica da consultare per gli utenti e allo stesso tempo semplice da gestire per i proprietari;
    • Le immagini del profilo acquisire un incredibile grado di personalizzazione tramite filtri, fotografie temporanee, gif animate;
    • La possibilità di segnalare a tutti i propri amici che stiamo bene se ci troviamo nei pressi di una calamità, di un attacco terroristico o di una situazione di pericolo;
    • La geolocalizzazione prendere piede come forma “sociale” per sapere dove si trovano e cosa fanno i nostri amici;
    • Le notifiche da parte del social che ci ricordano feste, compleanni o eventi importanti diventare vere e proprie cartoline sulla nostra bacheca.

Potremmo andare avanti quasi all’infinito nell’elencare come Facebook sia evoluto negli ultimi anni, o addirittura mesi. È chiaro: non tutto ci piace, non tutto è perfetto! Ad esempio il support di Facebook resta comunque noto per essere particolarmente scarso e mal gestito, ma nonostante questo ignorare le potenzialità del social e restarne fuori sarebbe da pazzi, soprattutto per aziende B2C che cercano visibilità.

 

[Fonti: Wired.it, Repubblica.it]