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Avete una casella di posta Gmail piena zeppa di email commerciali di cui non vi interessa nulla? Non siete i soli! Ecco perché i due programmatori svedesi Wille Dahlbo and Linus Unnebäck hanno creato Deseat.me.

Stiamo parlando di una piattaforma in cui, inserendo gli accessi del proprio account di posta Gmail, l’utente si ritrova di fronte a un elenco di tutti i siti cui si è iscritto, con la possibilità di essere eliminato dalle liste dei destinatari con un semplice click.

Tra marketing ed esaurimento nervoso

Come spesso capita, le strategie di marketing e la serenità dei consumatori prendono due binari diversi laddove, nel tentativo di offrire un servizio o un prodotto, le aziende (o i privati) iniziano a tartassare il proprio target potenziale di comunicazioni asfissianti e, spesso, non desiderate. 10-15 anni fa accadeva con montagne di volantini nelle cassette delle lettere e, allo stesso modo, accade oggi nelle caselle email.

Regole per un corretto invio delle e-mail pubblicitarie

La premessa è che oggi, a differenza dei primi periodi, il consumatore è tutelato e, per legge, non può ricevere via email proposte commerciali di cui non abbia fatto esplicita richiesta. O meglio, l’utilizzazione di indirizzi di posta elettronica “per scopi promozionali e pubblicitari è possibile solo se il soggetto cui riferiscono i dati ha manifestato in precedenza un consenso libero, specifico e informato” (come cita il Provvedimento generale del Garante per la protezione dei dati personali n° 29840 del 29 maggio 2003).

In buona sostanza, l’azienda o il privato che vogliono raccogliere indirizzi email cui inviare messaggi di carattere commerciale o promozionale devono farlo raccogliendo i consensi degli utenti. Questi ultimi, lasciando il proprio indirizzo email, dovranno quindi manualmente spuntare una casella di conferma, nella quale sia esplicitato che l’indirizzo verrà usato per l’invio di comunicazioni commerciali.

Casella di posta piena di pubblicità?

Da quando gli utenti hanno iniziato a preoccuparsi della propria privacy e a lamentarsi di ricevere posta indesiderata, il fenomeno dell’invio di email su indirizzi acquisiti senza consenso si è ridotto. Ma il “problema” non è stato del tutto risolto, per due motivi:

  • In molti casi la famosa spunta è obbligatoria per poter accedere a un servizio e l’utente inserisce la spunta pur di non rinunciarvi
  • In altri casi la spunta è facoltativa, ma per rapidità, abitudine o distrazione l’utente la seleziona comunque

Va da sé che le caselle di posta in arrivo tendano ad intasarsi di posta che non leggiamo, non vogliamo e dalla quale non abbiamo voglia di disiscriverci. Questo a discapito delle poche email (anche commerciali) che invece ci interessano sul serio e che rischiano di finire nel marasma di proposte inutili.

Deseat.me per disiscriversi in pochi minuti

Arriva dunque a fagiolo la proposta di Deseat.me, un sito davvero semplice che, per ora, ha un solo limite: funzionare solo sulle caselle Gmail. Come può farlo? Grazie al protocollo OAuth di Google, che consente alla piattaforma di avere accesso a tutti i dati necessari per setacciare la nostra attività online. Ed è lo stesso protocollo anche a garantire la protezione dei nostri dati, come sottolineano i fondatori: “la privacy e la sicurezza dei dati è qualcosa a cui teniamo molto. (…) Dal momento che usiamo il protocollo di Google OAuth, non abbiamo accesso a nessuna delle informazioni dei vostri login”.

[Fonti: Corriere.it, LaStampa.it, Deseat.me]